Acqua e tazza

[...] Qui c’è una tazza che contiene un po’ d’acqua. L’acqua e la tazza non sono uguali; l’acqua è acqua e la tazza è la tazza. Se l’acqua volesse diventare una tazza non sarebbe possibile, e lo stesso vale per la tazza. La tazza deve essere una tazza e l’acqua deve essere acqua. Quando l’acqua è nella tazza, l’acqua adempie al suo scopo e la tazza adempie al suo scopo. Una tazza senz’acqua e l’acqua senza una tazza non hanno significato per noi. Quando l’acqua è acqua e la tazza è una tazza, e quando la tazza e l’acqua hanno un certo rapporto l’una con l’altra, diventano interdipendenti; in questo modo l’acqua avrà il suo valore e la tazza avrà il suo valore. [...]

Shunryu Suzuki-roshiRami d’acqua scorrono nell’ombra.

ps: ho voluto trascrivere questo brano perchè letto in modo superficiale, con una continua ripetizione dei termini tazza e acqua fa un po’ ridere… in realtà dalla conclusione si capisce il messaggio zen che sottende.


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