Se attacchi hai già perso
Ueshiba soleva dire che chi attacca ha già perso il confronto. Una prima interpretazione che mi sono dato è che lui si sentiva talmente forte da non temere nessuno. Per estensione, l’aikidoka ritiene che l’attaccante abbia già perso perchè ha una tale sensibilità e prontezza da neutralizzare il pericolo non appena si forma.
Sicuramente vero, ma incompleto. A un successivo approfondimento si può immaginare che questa frase voglia significare che chi attacca ha intenzioni malvagie, quindi è già nel “lato oscuro della forza”. Non può quindi sperare di essere vittorioso nel male. Chi utilizza la violenza alla fine non vince mai. Può essere vittorioso in uno scontro e riempire per breve tempo il suo ego, ma questa gioia effimera presto scompare, soffiata via dal vento della coscienza.
Ma c’è anche un’altra interpretazione che ci ha dato ieri sera il maestro. Chi attacca ha già perso perchè per poter attaccare è necessario utilizzare la mente. Questa studia un piano di attacco, coordina le forze e impiega un’intenzione offensiva.
Quando c’è la mente non può apparire il vero spirito. Quando c’è mente non può esserci la non-mente. Solo nella non-mente si può essere vittoriosi.
Se c’è la mente, sia che attacchi o che difendi, c’è la paura e tanti altri pensieri e sentimenti. Se il samurai in battaglia non era in stato di non-mente, alla prima sciabolata di katana si poteva intimorire e non riuscire a rispondere d’istinto, senza paura della morte. L’unica risposta possibile per sperare di sopravvivere.
Per estensione, lo stato da perseguire è quello della non-mente. In qualunque situazione.
Infatti, se c’è la mente sei sicuro di perire. Se sei in stato di non-mente hai ancora qualche chances…
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