Meglio aikido o kung fu?
Cercando una risposta a questa domanda, qualcuno è capitato su questo blog. Vorrei allora offrire il mio punto di vista, precisando che non ho mai praticato kung fu, se non per qualche rara lezione di tai chi chuan.
Ma questo che c’entra? Kung fu, dal cinese, significa infatti “lavoro svolto con maestria”. All’interno di questa definizione possono ricadere quindi molte cose, tra cui diversi stili di pratiche di lotta (o pugilato). Ma anche cose completamente diverse.
Le arti marziali cinesi si dividono principalmente in interne ed esterne. Le prime enfatizzano l’aspetto spirituale, meditativo. Le seconde sono più fisiche e si avvicinano maggiormente alla lotta. Esempio tipico di queste ultime è lo shaolin. Il wudang è invece un esempio di disciplina interna.
Inoltre, le a.m. cinesi derivano da movimenti della natura (animali). Per questo motivo si possono trovare movenze, nello shaolin, che richiamano direttamente specifici animali, come la scimmia, il serpente o lo scorpione.
Anche il tai chi chuan è un esempio di kung fu stile interno. Sebbene richiami il combattimento in diversi suoi movimenti, l’aspetto finale è molto meno aggressivo dello shaolin o addirittura del jeet kune do, il sistema di kung fu di Bruce Lee. Per intenderci, il tai chi chuan è quella pratica che fanno i vecchietti all’alba nei parchi pubblici cinesi (ma anche inglesi, leggevo).
L’aikido non imita alcun “animale”. Segue i movimenti della natura, come precisato dal fondatore, ma nel senso dei movimenti naturali del corpo umano. È una pratica prettamente di coppia (non lo potrete fare nella stessa forma in un parco pubblico all’alba, anche se a me piacerebbe trovare il modo di farlo). Lo scopo finale è la liberazione dal proprio io. In questo senso è un cammino spirituale né più né meno delle a.m. cinesi, più marcatamente quelle interne. Da questo punto di vista, forse l’aikido si posiziona a metà tra le a.m. interne ed esterne cinesi.
A ogni modo, la forma, che è l’aspetto visibile della pratica di tutte queste a.m., è significativamente diversa tra aikido, tai chi chuan, jeet kune do, shaolin, wudang ecc.
Tutto sta nel scegliere quella che più piace.
La risposta alla domanda del titolo è quindi: “dipende”. La scelta avviene infatti in funzione di quello che si sta cercando. Se si vuole fare del movimento fisico forse shaolin allena di più dei movimenti morbidi dell’aikido o lentissimi del tai chi chuan. Se si sta cercando un maestro di vita che ci aiuti ad andare oltre noi stessi, la disciplina non è importante, anche se è fondamentale trovarsi bene con essa.
Qualche consiglio per la scelta.
- Vai su YouTube o similari e cerca filmati delle varie a.m. che ti interessano. Ricorda che ci sono anche quelle coreane e filippine, anche se quel che ho visto sono più orientate all difesa personale da strada. Ancor di più il krav maga isreaeliano.
- Individua una palestra / dojo vicini a casa (o al lavoro o a scuola) oppure comodi con i mezzi pubblici. Se poi non ci vai perchè è scomodo o lontano è inutile che ti iscrivi.
- Vai ad assistere a una lezione e pensa se partecipassi anche tu. Ti piacerebbe fare quel che vedi?
- Analizza l’ambiente e le persone della palestra. Ispirano fiducia? L’ambiente è positivo, solare, allegro ma nel contempo concentrato, serio e ordinato? Accadono incidenti dove qualcuno si fa male? Con che frequenza?
- Fai una lezione di prova e prova a vedere come si senti tu praticando nel concreto l’a.m. che hai scelto. Com’è il supporto da parte dei compagni di corso? Cosa ti trasmette il maestro?
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