Kihon oppure Ki No Nagare?
Leggo in questo interessante saggio che O’Sensei raccomandava che fino al terzo dan lo studente doveva praticare Kihon (forma base), e cioè a partire da fermi, con una solida presa. E solo da questa procedere con la tecnica.
In seguito allo studente era consentito passare a Ki No Nagare (in fluidità, movimento).
Non posso non notare che da noi, dal secondo giorno già si provava in questa seconda modalità. E penso facciano più o meno così tutti i dojo del mondo.
A livello didattico non stupisce che O’Sensei utilizzasse un’impostazione classica, d’altri tempi e propria della cultura giapponese. Oggi probabilmente non si fa più, perchè nessuno è disposto a studiare le basi per così tanto tempo. D’altra parte, nei requisiti d’esame Aikikai, negli ultimi kyu / primi dan è presente la pratica libera (Jiyuwaza) che ritengo presupponga il ki no nagare.
Studiare le basi così bene sicuramente ti porta a imparare molto bene e sebbene l’idea mi piaccia decisamente, molto probabilmente non sarei stato disposto a studiare solo quelle per così tanto tempo. Diciamo che facendo fare ki no nagare anche in fase kyu, ricevi lo “zuccherino” di vivere l’armoniosità delle tecniche e del muoversi del tuo ki. E questo aspetto contribuisce a farti innamorare della pratica.
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- Published:
- Gennaio 8, 2008 / 8:07 am
- Category:
- parole giapponesi, tecniche, ueshiba
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